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TU ES
Note dal Katharineum di Lubecca
II fase dello scambio culturale - Katharineum Liceo Marinelli, classe IV H, 24 settembre - 6 ottobre 2007
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L'entrata principale della scuola con la scritta TU ES
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Primo giorno di scuola al Katharineum. Nella foschia del mattino la città appare con le rosse sfumature delle facciate. La scuola è nel centro storico e... che scuola!
L'edificio è del XIII secolo, un ex convento francescano destinato
ad altro dopo la Riforma. Fu Johannes Bugenhagen, doctor pommeranus che fondò la scuola nel 1531.
Visto dall'esterno il Katharineum appare antico e imponente, grandioso; sopra la porta dell'ingresso principale campeggia una scritta che ci sorprende: TU ES. Cosa vorrà significare? Tentiamo qualche ipotesi: vuol dire, allo studente che varca quella soglia, che là dentro si realizzerà davvero? oppure che lo studente in quella scuola è al centro di tutto? Sarebbe bello...
Entrando fa un certo effetto aggirarsi tra gli stretti corridoi con alti soffitti a volta e chiostri interni.
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Il cortile è invaso dalle bici. La maggior parte degli studenti va a scuola in bicicletta anche quando piove, perchè a Lubecca le piste ciclabili ci sono, e funzionano, anzi ci pare che il ciclista sia il più rispettato fruitore della pubblica via.
Ci assegnano un luogo deputato per i nostri incontri e per il nostro tempo libero dalle lezioni, la biblioteca, un ampio e luminoso spazio scandito da colonne, che sostengono volte a crociera. Qui ci accoglie il Preside, Herr Schmittinger, prima di introdurci alle altre meraviglie della scuola: la chiesa gotica di S.ta Katharina, sconsacrata, oggi adibita ad incontri degli studenti, o a concerti, o a mostre; l'aula di musica nell'ex refettorio dei frati francescani; la raccolta di antichi codici e libri a stampa conservati in un salone un tempo dormitorio del convento.
Qui al Katharineum ci sono numerosi corsi di cultura classica, molti studenti seguono l'insegnamento del latino, e qualcuno anche del greco. Cicerone, Seneca, Senofonte tengono spesso compagnia ai nostri giovani amici del nord Europa. Pure gli studi musicali sono molto seguiti all'interno della scuola nei corsi curricolari.
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Le due entrate principali della scuola e uno dei cortili delle biciclette
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La vita del liceo non si limita alle attività sopra descritte: due volte l'anno nella scuola ha luogo la "Klosterfest". Partecipiamo anche noi insieme a tutti i ragazzi e le ragazze del Katharineum. Alcuni cantano, ballano e suonano, altri invece, come noi, ascoltano, guardano e mangiano le diverse specialità tedesche che vengono offerte da uomini e donne vestiti da frati francescani, in memoria dell'origine della scuola. I fondi così raccolti verranno investiti nelle attività e nelle strutture del liceo.
La Klosterfest diventa in tal modo un momento importante e significativo per la scuola, oltre che un punto di ritrovo per gli amici e per ascoltare piacevole musica dal vivo.
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| UN EX ALLIEVO ILLUSTRE
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Thomas Mann ha trascorso la sua adolescenza tra le mura del Katharineum; ce ne lascia ampia testimonianza in alcune delle sue opere.
Da quanto abbiamo letto Lubecca non è stata generosa con questo suo figlio illustre: soltanto tre mesi prima della sua morte gli viene conferita la cittadinanza onoraria dalla sua città natale.
Tuttavia si respira nelle vie, tra le antiche dimore, quella certa aria di decadenza che lo scrittore faceva trasparire dai suoi libri.
È stato emozionante osservare dalle vetrate della sala da pranzo della casa natale della Mengstrasse, oltre le foglie ingiallite dei tigli, le absidi potenti della chiesa di S.ta Maria che lo scrittore descriveva nei Buddenbrook.
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"Buddenbrooks Haus"
Casa Buddenbrook in Mengstrasse
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| UN TUFFO NELLA VITA DEI TEDESCHI
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A Lubecca la sveglia suona per tutti piuttosto presto, tra le cinque e mezza e le sei e mezza. La giornata comincia con la famiglia riunita attorno ad un'abbondante colazione: succo di frutta, tazze fumanti di tè o caffè, ma soprattutto pane nero di segale spalmato dall'immancabile burro sul quale si appoggia, a differenza dei gusti, marmellata oppure prosciutto, formaggio o uova sode.
Attorno a tanto imbandite tavole ci si informa dei programmi degli altri e si decide se la cena si farà tutti insieme oppure divisi, perlopiù attingendo il pasto dal frigorifero. Dopo essersi preparati si parte... A cavallo della bicicletta, ovviamente. Freddo, pioggia, vento: sempre; solo la neve, che rende le diffusissime piste ciclabili troppo scivolose, è l'incentivo a prendere l'autobus.
I ragazzi tedeschi sono presto abituati ad essere indipendenti: mezzi di trasporto, compiti per casa, amici sono tutte cose di cui si occupano da soli. Affari loro, non dei genitori!
Come si potrebbe trovare un ragazzo italiano in una famiglia tedesca? Abbiamo deciso di trovare la risposta empiricamente ed eccola: all'inizio ci siamo sentiti piuttosto spaesati, complice di certo è stata la lingua straniera, ma alla conclusione dei dieci giorni apprezzavamo i loro ritmi (anche se non sempre la loro alimentazione) e anche noi ci sentivamo finalmente più indipendenti.
Dopo dieci giorni di permanenza a Lubecca, abbiamo lasciato con dispiacere i nostri ospiti... ma Berlino ci attendeva!
Sarebbe troppo lungo raccontarvi tutto quello che abbiamo visto, perciò ci limiteremo a ciò che abbiamo ritenuto più significativo: la prigione della Stasi.
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| LA PRIGIONE DELLA STASI
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Siamo la prima Scuola superiore italiana a visitare la Prigione della STASI (Berlin - Hohenschönhausen), luogo che comunica immediatamente l'orrore di un passato storico.
Si tratta di un'enorme struttura carceraria, nel cuore dell'ex Berlino est, allestita agli albori degli anni Cinquanta con lo scopo di sopprimere e di controllare qualsiasi sentimento contrario al regime. I detenuti venivano sottoposti a violenze fisiche ma soprattutto psicologiche. Completamente isolati da ogni tipo di rapporto con il mondo esterno come con gli altri detenuti, i prigionieri venivano interrogati per mesi da personale appositamente addestrato, che aveva il compito di spingerli a rilasciare deposizioni firmate contro se stessi o contro terzi. Le celle, paradossalmente in numero minore rispetto agli uffici per gli interrogatori, erano piccole ed anguste. Alcune di queste erano rivestite da materiale isolante e tenute costantemente al buio per far impazzire i detenuti, estraniati in questo modo da qualunque tipo di presenza umana.
Il grigiore dell'ambiente, i corridoi, le celle e i duri giacigli trasmettono un forte senso di tristezza accentuato dalla diretta testimonianza della guida, un ex carcerato della STASI, che rende ancora più intensamente l'orrore storico ivi perpetrato.
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Dr. Herbert Plöger con la prof. Stefania Colavizza |
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Da tempo il Katharineum e il liceo Marinelli collaborano, attraverso lo scambio culturale, alla formazione dei loro studenti. Siamo grati ai responsabili, dottor Plöger e professoressa Colavizza, per l'opportunità offertaci e auspichiamo che altri studenti dopo di noi possano godere di un' occasione culturalmente valida e divertente.
Gli studenti della IV H.
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